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 San Francesco, il rivoluzionario di Dio

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AutoreMessaggio
Angel
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Messaggi : 103
Data d'iscrizione : 18.03.10

MessaggioTitolo: San Francesco, il rivoluzionario di Dio   Lun 04 Ott 2010, 19:48

In onore di San Francesco di Assisi, ecco un'intervista pubblicata dal sito ZENIT e che riguarda proprio il santo di Assisi, il rivoluzionario di Dio:

San Francesco, il rivoluzionario di Dio


Intervista al Preside della Scuola Superiore di Studi Medievali e Francescani


ROMA, mercoledì, 3 ottobre 2007 (ZENIT.org).- Era il tramonto del 3 ottobre del 1226 quando Francesco di Assisi spirò. Il 16 luglio 1228 Papa Gregorio IX proclamò Santo il Poverello d'Assisi, alla presenza della madre, madonna Pica, del fratello Angelo e altri parenti, del Vescovo Guido di Assisi, di numerosi Cardinali e Vescovi e di una folla di popolo mai vista, fissandone la festa al 4 ottobre.

Le cronache raccontano di un uomo che visse in maniera radicale il Vangelo, innamorato di Cristo, e che incentrò nella contemplazione del Presepe e del Calvario la sua esperienza spirituale. Compì azioni straordinarie a servizio della Chiesa, morì portando nel corpo le stimmate, segni della passione di Gesù.

La sua fama e la sua testimonianza cristiana si è mantenuta così viva nella storia che Pio XII lo proclamò Patrono d'Italia, il 18 giugno 1939, indicandolo come il “più italiano dei santi e più santo degli italiani”.

Negli ultimi decenni, però, la figura di San Francesco è stata utilizzata da una cultura a metà fra quella hippy e quella new age, al fine di giustificare un ideologia pacifista ed ecologista i cui contenuti si sono mostrati molto ambigui, in alcuni casi in contrasto con la figura del Creatore e contrari alla difesa della vita.

Per cercare di conoscere più a fondo la spiritualità e la storia di questo Santo, ZENIT ha intervistato padre Pietro Messa, Preside della Scuola Superiore di Studi Medievali e Francescani della Pontificia Università Antonianum di Roma, che quest'anno ha dato inizio ad un master di secondo livello in "Medioevo francescano" (cfr. www.antonianum.eu).

Una certa cultura ecologista contraria alle nascite e con caratteristiche neomalthusiane sostiene che San Francesco era un ambientalista che condivideva l'amore per tutto ciò che era naturale e si opponeva alle attività umane. Qual è la realtà sulla sensibilità di San Francesco nei confronti del mondo naturale?

Messa: Innanzitutto ogni volta che ci si accosta ad una persona, anche del passato sono importanti, contrariamente a quello che solitamente si afferma, le cosiddette "barriere dell'io" per evitare una fusione con - ossia una con-fusione - con l'altro. Questo vale anche nell'approcciare a Francesco d'Assisi, a proposito del quale spesso, in nome di una ricerca di attualità, gli si attribuiscono problemi attuali, come l'ecologia, il dialogo interreligioso, la globalizzazione, estranei al suo contesto storico e religioso.

Preso atto di questo e che per conoscere la sua esperienza bisogna attenersi alle fonti, soprattutto gli scritti, dobbiamo riconoscere che la sua opera a cui ci si appella ogni volta che si parli del suo rapporto con la natura è il "Cantico di frate sole" conosciuto anche come "Cantico delle creature". Si tratta di una preghiera al Signore in cui in contemporanea si loda l'Onnipotente per le sue creature e si invita quest'ultime a lodare il loro Creatore.

Quale ruolo svolge l'umanità nel contesto del “Cantico delle creature”? Ci sembra di capire che insieme alle lodi al Signore, i benefici del sole che scalda, dell'acqua che disseta, sono tutti riferiti al bene dell'uomo...

Messa: Il centro di tutto è l'Altissimo a cui va riferita ogni lode, gloria e onore; tuttavia non è un Dio solitario che con la sua onnipotenza "brucia" ed elimina tutto ciò che lo circonda, ma anzi dà vita e vuole che ci sia altro oltre a sé. Le creature sono menzionate per se stesse, ma pure per le loro caratteristiche delle quali anche l'uomo beneficia, come della luce del fuoco che illumina la notte, l'acqua che è utile e preziosa, la terra che nutre e sostenta tutti noi. In questo testo l'uomo è colui che, in quanto destinatario dei doni del Signore, proclama tale lode contemplando, ossia guardando con stupore, il Creatore e la sua creazione.

L'amore di San Francesco nei confronti del Creatore sembra superare anche le diffidenze umane nei confronti dei danni provocati dagli eventi naturali. Qual è il suo giudizio in proposito?

Messa: Il Cantico delle creature fu composto da frate Francesco d'Assisi in un momento di grande disagio presso la chiesa di San Damiano in Assisi, quindi si tratta di un Cantico pasquale in cui nella notte della sofferenza è riconosciuta la presenza luminosa del Signore che fa nuove tutte le cose e illumina anche le tenebre del peccato dell'uomo.

Se vogliamo attingere da tale evento della vita del Santo per il momento attuale possiamo dire che anche i danni causati dalle strutture di peccato che distruggono l'ambiente vengono redenti e che l'uomo salvato dall'incontro con il Risorto diventa capace di relazioni nuove anche con il creato.

Qual è il messaggio cristiano che San Francesco comunica sui temi dell'ambiente, e in che modo è possibile diffonderlo?

Messa: Quella di Francesco d'Assisi è un'esperienza cristiana e quindi lui legge ogni avvenimento alla luce soprattutto del Vangelo. Pertanto non usa mai termini come natura, ambiente, o altri a noi comuni, ma il termine "creature". Gia questo ci parla di un approccio in cui si riconosce l'esistenza di un Creatore che è buono, onnipotente a cui tutti gli uomini e le creature devono guardare. Ciò significa che le creature sono un dono del Signore e che come tali vanno accolte nella gratitudine, ossia nel rendimento di grazie per poi restituirle a lui mediante l'amore per i fratelli. In questo modo si passa dalla gratitudine alla gratuità vivendo un amore ordinato che ha le caratteristiche dell'Eucaristia: "Prese il pane, rese grazie e lo spezzò". Il peccato è appropriarsi di tali doni comportandosi da padri-padroni nei confronti delle creature con le conseguenze di morte che spesso constatiamo.

I Pontefici Giovanni Paolo II e Benedetto XVI hanno parlato in più occasioni di San Francesco e delle sue intuizioni sui temi amabientali. A tal proposito, può indicarci qualche riflessione sul rapporto dell'umanità con il creato?

Messa: Giovanni Paolo II ha dichiarato San Francesco patrono dell'ecologia ed ha indicato Assisi come città della pace, mentre Benedetto XVI ha richiamato che ciò non significa che fosse semplicemente un ambientalista o un pacifista. In questo non ha voluto smentire l'operato del Predecessore, come mostrano i discorsi fatti ad Assisi durante la sua visita del giugno scorso, ma ne ha indicato l'origine che è la conversione al Vangelo [cfr. P. Messa, “Benedetto XVI ad Assisi. Per una ermeneutica di riforma nella continuità, anche con Giovanni Paolo II”, in Forma Sororum, 44 (2007), p. 229-235]. La ricezione di tali insegnamenti nell'ambito cattolico certamente non è terminato: infatti si avverte come una duplice posizione che vede alcuni che trattano di tali temi prescindendo da un approccio cristiano, mentre altri li evitano vedendoli strumentalizzati da ambienti a volte ostili alla fede.

[url=ZENIT]http://www.zenit.org/article-12090?l=italian[/url]



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